REGIONE TOSCANA
FABRICA ETHICA
TOSCANA PROMOZIONE
ARPAT
CONFAPI
Provincie Toscane
Firenze
Arezzo
Pisa
Livorno
Massa Carrara
Siena
Prato
Grosseto
Lucca
Pistoia
Area riservata
Login
Password

iscrizione newsletter

 

Nome e Cognome:

 
 

Indirizzo e-mail:

 
 

In qualità di:

 
 

Settore di attività:

 
 
home chi siamo struttura servizi intranet link

 

strategie

       
circolari comunicati stampa news archivio


ASSEMBLEA REGIONALE API TOSCANA
ASSEMBLEA REGIONALE API TOSCANA
Il 30 Novembre presso l’hotel Mirage si è svolta l’Assemblea annuale dell’API TOSCANA



PUBBLICHIAMO UNA SINTESI DELLA RELAZIONE DEL PRESIDENTE REGIONALE DOTT. ANDREA BALLEGGI.

Cari Colleghi,
con piacere Vi saluto e Vi ringrazio per la partecipazione. Oggi dobbiamo affrontare vari temi di notevole importanza e questo mi impone di entrare immediatamente nel merito della nostra Assemblea.

Le mie riflessioni partiranno dal quadro politico nazionale, per poi soffermarmi a quello regionale ma andando ad analizzare ed a fare il punto sulla nostra Associazione a livello Nazionale per quello che sarà la sua evoluzione e in particolare a livello Regionale e Territoriale.

IL QUADRO NAZIONALE
Dal 13 Maggio 2001 abbiamo un governo di centro – destra, dopo un anno non possiamo dirci soddisfatti di questo Governo, questo come Associazione sia a livello Nazionale sia a livello regionale lo possiamo dire con la massima serenità, proprio perché valutiamo i fatti nell’interesse del mondo che rappresentiamo, rimanendo, in ogni caso equidistanti dai due poli che si confrontano in Parlamento; anche se riteniamo pericoloso che il centro–sinistra ci veda lontani e secondo loro irraggiungibili elettoralmente e il centro–destra pensi esattamente l’opposto.
Ebbene, noi invece dimostriamo che non facciamo sconti a nessuno e valutiamo gli atti in piena autonomia e con la massima serenità. Il rallentamento dell’economia e l’evoluzione del fabbisogno avrebbero richiesto già nel corso del primo semestre 2002 l’assunzione delle necessarie iniziative rivolte al controllo tempestivo della dinamica della spesa pubblica, evitando di dover intervenire bruscamente con una manovra concentrata sugli ultimi tre mesi dell’anno, che si proietta con pesanti ricadute sui provvedimenti contenuti nella proposta di legge Finanziaria e nel conseguente maxi-emendamento La valutazione che abbiamo dato della Finanziaria, per come è stata presentata, è stata quella di considerarla assai modesta, avendo come compito prioritario quello di tamponare la falla apertasi nei conti pubblici. La sensazione è che la Finanziaria, se dovesse essere votata così, anche se parzialmente corretta dal maxi–emendamento del quale parlerò dopo, non colga pienamente l’opportunità per accelerare sulla strada del risanamento della finanza pubblica e della liberazione di risorse finanziarie dedicabili al sostegno dello sviluppo; non viene impostata una manovra di “legislatura” che vada oltre l’orizzonte temporale del prossimo anno ma è un progetto che fronteggia l’attuale contingenza dovuta alla necessità di imbrigliare i conti pubblici. L’attuale Finanziaria, infatti, non sembra studiata in funzione della promozione della crescita economica ma in funzione di sondaggi di gradimento, concedendo un risparmio fiscale sulle fasce a reddito medio-basso della popolazione, che la utilizzeranno solamente per i consumi di base. D’altro canto sull’abbassamento dell’aliquota di due punti dell’IRPEG diamo una valutazione positiva pensando ai futuri benefici legati al mercato e alla competitività. L’IRAP, l’imposta regionale nata da una legge Nazionale, più volte abbiamo affermato sia ai Tavoli Nazionali sia ai Tavoli Regionali, che si tratta di un intervento che per frammentarietà e scarsa incisività non è in grado di innescare effetti positivi su domanda e occupazione, le imprese aspettavano una modifica che portasse alla deducibilità dell’importo; solo in tale modo si attenuerebbe l’aggravio per le aziende.
I contenuti del maxi-emendamento sono, sotto il profilo del merito, profondamente deludenti poiché i correttivi che il governo ha inteso apportare nelle misure finalizzate al finanziamento degli investimenti non superano le criticità già contenute nel testo originario del disegno di legge finanziaria per il 2003, in termini di mancanza di risorse, istituzione di nuovi fondi e di nuove procedure di allocazione di risorse. Nonostante le intenzioni più volte espresse sembrerebbe perciò che non vi sia la volontà da parte del Governo di destinare risorse in conto capitale a favore delle imprese, in un momento particolare della nostra economia, che dava segnali preoccupanti già prima dell’11 Settembre dello scorso anno; le esportazioni delle nostre aziende erano in calo specie nei mercati tradizionali, le imprese poi che esportano prodotti di nicchia di alta qualità hanno visto dopo, appunto, l’attentato alle Torri Gemelle, peggiorare la situazione, ma ripeto, non è stato l’attentato l’effetto scatenante.
A Roma la nostra Associazione, alle audizioni parlamentari ha presentato documenti che ribadiscono questi concetti entrando nel merito anche dei vari articoli, noi a livello locale dobbiamo dare sostegno e forza a questi interventi perché come dicevo all’inizio dobbiamo difendere la nostra categoria.
Dobbiamo essere consapevoli che la vera rappresentatività alla piccola e media industria la dà la nostra Associazione. La nuova Confindustria che elegge Presidenti che provengono da imprese di media dimensione non porta certo avanti gli interessi di quel tipo di azienda. Una Associazione che vuole realmente rappresentare le PMI non può non esprimere valori ed obiettivi coerenti con la figura sociale dell’imprenditore, i trustes e le conglomerate sono altra cosa.
Come valutazione complessiva possiamo affermare che gli stessi interventi correttivi volti a dare continuità e risorse al finanziamento ai vari strumenti di sostegno e alle attività produttive continuano ad essere fortemente carenti per la totale incertezza delle procedure introdotte sui singoli strumenti e sulla pochezza delle risorse assegnate che, di fatto, rendono poco appetibili gli incentivi esistenti.
Altro dato negativo è la litigiosità, anche interna, della nostra classe politica sia di maggioranza sia di opposizione, e dell’immagine che viene trasmessa all’estero del nostro Paese.

La Riforma del Titolo V della Costituzione

Su questo tema voglio fare solo alcune osservazioni di carattere generale sull’impianto della riforma già in atto; osservazioni che nascono dall’esigenza di noi imprenditori che tanto abbiamo voluto il Federalismo, che esso sia portatore, per il mondo imprenditoriale di soluzioni e non di ulteriori problemi.
La riforma costituzionale in essere non individua i luoghi di raccordo tra i poteri regionali e i poteri che vengono lasciati allo Stato.
L’occasione per noi poteva essere un potenziamento del ruolo della Conferenza Stato-Regioni, che non è stata colta dalla riforma. E’ vero che è stata inserita la norma che prevede allo Stato di esercitare un potere sostitutivo laddove le Regioni siano inadempienti o in parte non raccolgano gli indirizzi generali riguardo al recepimento delle tematiche comunitarie, il rispetto dei trattati e, in particolare, per le questioni relative alla tutela dell’unità giuridico-economica del nostro Paese.
Secondo il mio parere si configura il rischio che venga a mancare una chiara definizione dei confini tra le materie di competenza statale e quelle invece cedute all’amministrazione territoriale; questo potrebbe generare un poderoso contenzioso dinanzi alla Corte Costituzionale, maggiore di quello successivo al 1970 con la nascita delle Regioni.
L’ultima mia considerazione di ordine generale riguarda le materie che verranno devolute in maniera espressa alle competenze regionali.
A questo punto bisogna interrogarsi su quale sia l’effettiva possibilità che questo potere possa essere esercitato dalle Regioni senza alcuna forma prevista di coordinamento normativo Da queste osservazioni fatte in modo molto schematico, emerge una preoccupazione rispetto l’avvio di una difficile compensazione dei rapporti e delle responsabilità dei livelli centrali e territoriali, con ricadute non positive sui meccanismi che attengono direttamente alla vita delle imprese.

CREDITO BASILEA 2
Il Credito e Basilea 2 sono temi che ci portano a confrontarci con rilevanti cambiamenti che vanno ad abbracciare l’intero contesto economico ed istituzionale e che andranno a condizionare fortemente l’operare delle imprese nella difficile e tortuosa ricerca di fonti di finanziamento.
La privatizzazione degli istituti bancari ha portato con se un processo di consolidamento del prodotto, attraverso accorpamenti e fusioni, nuovi modelli organizzativi volti a recuperare efficienza e a creare valore per gli azionisti. Le grandi dimensioni hanno accresciuto da una parte le capacità concorrenziali delle banche italiane sui mercati finanziari internazionali, dall’altra hanno determinato una perdita del localismo che potrebbe provocare la rottura di quel legame virtuoso che c’era fra le banche e la comunità produttiva locale.
Basilea 2, ancora in fase di definizione, la possiamo considerare una rivoluzione che coinvolge tutti: dalle Banche, alle imprese e ai consorzi di garanzia. Una rivoluzione che non sarà indolore, che imporrà a tutti sacrifici.
Per le PMI è giunto il momento di innovare il loro approccio alla finanza. Non ci si può più cullare sui successi ottenuti fino ad oggi in termini di grande capacità di innovare e di creare occupazione.
La sfida lanciata dal riassetto bancario impone una maggiore capitalizzazione delle imprese, una migliore trasparenza ed affidabilità dei bilanci, una crescita dimensionale e una maggiore apertura al mercato dei capitali. Questo, vista la dimensione delle aziende Toscane e l’attuale momento critico che stiamo attraversando, non può che accrescere la nostra preoccupazione.
La realtà italiana dei confidi è caratterizzata da un numero elevato di organismi di garanzia. Se da un lato dimostra un radicamento locale e di contatto ravvicinato con imprese e banche, dall’altro fa riflettere sulla struttura dimensionale e patrimoniale e rappresenta un elemento che distingue il nostro Paese rispetto ai sistemi di garanzia che operano in altri Paesi Europei.
I Confidi per continuare a svolgere con efficacia il loro tradizionale ruolo a sostegno delle PMI, dovranno compiere un percorso di adeguamento ai requisiti oggettivi e soggettivi previsti dal nuovo Accordo.
Favorire l’adeguamento dei confidi diventa una azione politica rilevante per un Paese come il nostro che vive e prospera sulle piccole imprese.

LA REGIONE TOSCANA E L’API

L’Associazione in questi ultimi anni ha consolidato i rapporti con la Regione intesa sia come Giunta sia come Consiglio Regionale eletti nell’anno 2000.
Abbiamo avuto più volte colloqui con il Presidente Martini, con l’Assessore Brenna, con l’Assessore Benesperi ed altri Assessori secondo le loro competenze e con il Presidente del Consiglio Regionale on.le Riccardo Nencini.
Abbiamo fatto presente che le dimensioni limitate delle nostre imprese derivano da fattori di incertezza e da un atteggiamento difensivo sul mercato, spesso limitato a difendere le quote già conquistate, piuttosto che a cercare nuove e ulteriori prospettive di sviluppo.
Nei periodi di forte transizione tecnologica è infatti importante assicurare una elevata mobilità del capitale, che deve indirizzarsi verso settori nuovi e verso soggetti più flessibili e pronti a sfruttare le potenzialità del mercato.
Abbiamo affrontato con l’Assessore Brenna la situazione economica presente in Toscana che non si è rivelata così rosea come era stato previsto da uno studio dell’Irpet.
L’evoluzione congiunturale in atto nel nostro Paese ed in Toscana è rapida: bisogna monitorare, cercare di prevenire ed intervenire prevedendo terapie anticrisi per rilanciare l’attività e per ridare fiducia alle imprese.
Sono necessari incentivi e sgravi per le aziende e per aumentare la competitività bisogna rinnovare ed investire sulle infrastrutture.
Come Associazione troviamo rilevante l’accento posto, dalla Regione Toscana, sul sistema produttivo delle PMI seguendo l’approccio pragmatico quale “Pensare Globale e Agire Locale”.
Proprio perché radicati nei distretti produttivi locali sentiamo forte l’esigenza che i problemi delle aziende vengano affrontati facendo leva sulle peculiarità delle imprese, che non vengano standardizzate in “Casi Tipo” identici ed omologate a statistiche nazionali.
Sulla grave crisi che ha coinvolto il sistema moda toscano è stato presentato alle Associazioni di categoria un “progetto pilota” da parte della Regione. Tale documento, è a disposizione di tutti coloro che sono interessati, presso la Sede Regionale o presso le Api Territoriali alle quali abbiamo provveduto a trasmetterlo; la valutazione è positiva vista la Bozza di delibera della Giunta inviataci dalla Presidenza della Giunta Regionale.
Altra preoccupazione deriva dalla Crisi della Fiat e della Piaggio, industrie che rappresentano l’ultimo comparto significativo della industria italiana e che hanno una grande ripercussione sulle aziende dell’indotto e pertanto sulla occupazione.
La Regione Toscana nei giorni scorsi ha dichiarato che anche su tale settore provvederà a predisporre un “progetto pilota” per il comparto in crisi che, insieme al settore e alle aree interessate, valuteremo.
Oggi più che mai il Tavolo di concertazione regionale svolge un ruolo importante; si rivela un momento di informazione e discussione su tematiche che coinvolgono le varie categorie economiche e sindacali; è l’occasione per trovare punti di incontro e di confronto non solo con le Istituzioni, attraverso i propri rappresentanti, ma anche con le altre Associazioni.
Ad uno di questi Tavoli abbiamo trovato interessante ed appoggiato l’idea del Presidente della Giunta Regionale Claudio Martini di svolgere a San Rossore il “Forum della Piccola e Media Impresa”.
Sul Bilancio 2003 della Regione Toscana, come Associazione abbiamo sostanzialmente dato un parere positivo visto che sono contenute scelte condivisibili come:
 non aumentare la pressione fiscale;
 ricorso all’indebitamento inferiore all’indicazione prevista nel DPEF;
 spese corrente entro il limite del Patto di stabilità;
 una attenzione particolare al controllo della spesa sanitaria.
L’invarianza fiscale come imprenditori la riteniamo un elemento importante del Bilancio stesso. Rimane la preoccupazione per la spesa sanitaria, che è il settore più a rischio, dove le problematiche non mancano e buona parte del Bilancio Regionale ne viene assorbito.
Il rappresentante dell’Anci Toscana ha precisato che gli Enti Locali cercheranno di non aumentare la pressione fiscale, ma di questo non aveva certezza. Ogni comune verificherà quale effetto avrà la Finanziaria sul proprio Bilancio e quanto andrà ad incidere sui servizi sociali.
A questo punto non possiamo che aspettarci aumenti delle tariffe comunali, e potremmo anche dire, senza essere smentiti, che le mani nel nostro portafoglio verranno comunque messe sia come cittadini sia come imprenditori.
LE IMPRESE – LA GLOBALIZZAZIONE

Il tema della globalizzazione non è un piccolo problema è uno dei più grandi che l’umanità viene a trovarsi di fronte. La globalizzazione è inevitabile, è molto probabilmente una grande opportunità e proprio per questo si deve e si può criticarla perché una globalizzazione senza regole diventa una sfida al principio di giustizia e di equità.

Sul piano vicino alle imprese la globalizzazione non governata porta una sfida anche al principio di equità e giustizia fiscale creando due circuiti, il primo quello delle imprese e dei professionisti che lavorano in giro per il mondo, che hanno un mercato mondiale e che quindi possono piazzare i profitti dove le aliquote sono più basse e le perdite, dove le aliquote sono più alte.
In questo modo essi non pagano le tasse e spariscono, molto spesso, nei paradisi fiscali. Il secondo circuito è quello riservato ai piccoli e medi imprenditori, siano essi industriali, artigiani o professionisti, con il rischio che queste aziende, che non mi stanco di ripetere sono la spina dorsale dell’economia italiana, non riescano più ad essere competitive sui mercati.
C’è la finanza globale, lo spettacolo globale, il crimine globale; ma la politica, purtroppo, è rimasta provinciale. La politica deve avere un progetto Europeo solo così potrà essere vincente e governare in senso positivo la globalizzazione, sia per la maggioranza delle nostre imprese, sia per quella giustizia sociale ed equa che tutti auspichiamo.

L’API TOSCANA: LA NOSTRA ASSOCIAZIONE

Cari colleghi, a questo punto della mia relazione affrontiamo i temi che più ci coinvolgono.
Voglio innanzitutto ringraziare i colleghi che si sono impegnati nella gestione dell’Associazione sia come componenti della Giunta, sia come componenti del Direttivo, un particolare ringraziamento va al Vice Presidente Tesoriere dott. Cioni che ricopre un ingrato compito.
Il mio apprezzamento va al lavoro svolto nelle Api Territoriali, ed a tutti gli imprenditori che si impegnano localmente. Voglio ringraziare la nostra Struttura sia a livello Regionale sia a tutti coloro che operano nelle Territoriali. Donne e uomini che hanno dimostrato come: professionalità, serietà ed impegno siano parte integrante del ruolo da loro svolto.
Ci siamo dati delle priorità e dei programmi che in parte abbiamo già attuato e altri che attueremo.
L’Api Territoriale di Firenze ha una sua Sede, anche di prestigio, ed è nata per rappresentarci a livello di area metropolitana per permetterci più concrete politiche di sviluppo a livello Provinciale e di svolgere il ruolo politico che ci compete.
Questo ha portato ad un ridimensionamento ed una ristrutturazione dei locali della Sede Regionale, che ospita: il Collegio Edile Regionale, il Cofir, l’Ente Bilaterale e la sede legale dell’Apifinser.
In modo sintetico dirò di alcune iniziative effettuate.
Abbiamo svolto una tessitura di rapporti con le altre Associazioni di categoria (e, pur non essendo migliorati in senso collaborativo con Confindustria, si è instaurato un rapporto di reciproco rispetto e di incontro su alcuni temi come il credito e i consorzi di garanzia) ad esempio, il coordinamento “Api Donna impresa” è stata una delle promotrici insieme ad altre Associazioni, di due giornate di formazione diretta alle imprenditrici toscane, nell’auditorium del Consiglio Regionale.
Nella Sede regionale si sono svolti una serie di incontri con Dirigenti e Funzionari Regionali per informare e formare i nostri funzionari sul Docup e sui Bandi, sulle Leggi agevolative e sull’internazionalizzazione.
Oltre, ad incontri con funzionari di Medio Credito Centrale ed Inail sempre riservati alla informazione dei nostri Funzionari. Ed incontri diretti agli imprenditori con la Camera di Commercio della Slovenia e con l’ICE.
La strategia vincente per una Associazione è quella di lavorare in modo sinergico e quindi una stretta collaborazione tra le strutture territoriali e quella regionale ha valenza strategica, ed è questo che stiamo attuando ed infatti trasmettiamo ai Segretari la documentazione che viene discussa ai Tavoli di concertazione, chiedendo loro contributi, suggerimenti per poi trasmettere alla Regione pareri tenendo conto delle diversità e delle necessità delle varie Provincie.
A questo punto è doveroso ricordare che siamo stati accreditati automaticamente come Associazione rappresentativa della realtà toscana in Consiglio Regionale.
Inoltre abbiamo firmato una Convenzione con la Regione Toscana inerente al Docup che vede nel Portale della Regione Toscana inserite come punto informativo le nostre Api Territoriali.
Abbiamo poi firmato un Protocollo di Intesa sull’Imprenditoria femminile, per il tutoraggio da parte delle Associazioni alle imprese che sono state finanziate con la legge 215/92.
Abbiamo firmato la convenzione conl’APET, agenzia regionale costituita in base alla L.R. 6/2000, e l’accordo PRO.DI.GA per la promozione e la diffusione della gestione ambientale.

EN.FA (Ente Bilaterale RegionaleToscano)

Abbiamo rilanciato il nostro Ente Bilaterale (EN.FA), che ha partecipato a due progetti, in collaborazione con l’Ente Bilaterale Nazionale, sulla analisi dei fabbisogni formativi aziendali che entreranno a far parte dell’Osservatorio Nazionale del Ministero del Lavoro.
Sono stati presentati in varie Provincie Progetti sulla Sicurezza, in collaborazione con APIFINSER, tutti approvati, e in parte attuati, con la collaborazione delle strutture territoriali coinvolte. A questo punto ci interessa verificare anche le possibilità che possiamo avere presso altri assessorati che recentemente si sono avvicinati alla cultura e al mondo imprenditoriale.
Vogliamo verificare l’effettiva possibilità di agire in sinergia e di creare occasione formativa ed associativa attraverso progetti che possano creare nuove professionalità in settori emergenti.
Il tema della Formazione sarà oggetto di una riunione, per valutarne tutti gli aspetti e le prospettive del dopo 2006, in funzione anche del Fondo Formazione PMI (Fondo paritetico interprofessionale nazionale Confapi CGIL CISL e UIL) che è nato in attuazione alla Legge 388/2000.

COFIR

Il nostro Consorzio Fidi prosegue nella sua attività di sostegno alle PMI che necessitano di appoggi finanziari da parte del sistema bancario.
Il Consorzio è particolarmente attivo per quello che riguarda il medio termine. Particolarmente interessanti sono le condizioni applicate dalle banche per operazioni che riguardano l’innovazione, l’acquisto di immobili, macchinari e la modernizzazione degli impianti.
Dagli Enti pubblici non arrivano sostegni di nessun genere, anche se l’Assessore Brenna ha assicurato che in una delle misure del PRS farà in modo di trovare risorse per i Consorzi Fidi, facendo presente che la Confapi e l’Api Toscana hanno sensibilizzato la Giunta Regionale e il suo assessorato su queste problematiche.
Dobbiamo tenere presente l’attuale momento che il sistema bancario sta attraversando, come ho già detto parlando di Basilea 2 e di credito.

Comunicazione

Su “STRATEGIE”, la nostra rivista, voglio fare una rapida riflessione. Ha fatto un notevole salto di qualità, e diventa ogni giorno di più un’efficace veicolo di comunicazione verso l’interno e verso l’esterno; essenziale per la nostra crescita politica e di immagine.
Ritengo che il successo della nostra rivista sia dovuto alla nuova veste grafica molto gradevole ed ai contenuti sia di politica regionale sia tecnici, oltre allo spazio dedicato alla politica della Confapi a livello Nazionale, alle nostre Api Territoriali, al Collegio Edile e a tutti coloro che intendono collaborare.
Strategie viene pensato ed attuato al nostro interno, ed è con orgoglio che ve lo dico: della grafica se ne occupa il nostro Vice Presidente, dei contenuti la nostra struttura regionale e tutti coloro che collaborano.
Vi informo, inoltre, che la nostra comunicazione passa anche attraverso Internet: www.apitoscana.it., accedendo anche ai siti web delle Api Territoriali.

QUALE EVOLUZIONE PER LA NOSTRA ASSOCIAZIONE?

Voglio ricordare a me stesso ed a voi la strada che fino ad oggi abbiamo percorso dal Giugno 1999 quando abbiamo modificato lo Statuto ed abbiamo trasformato le delegazioni in Api Territoriali, la trasformazione è stata voluta da questa Presidenza regionale, e si è trattato, occorre sottolinearlo, non di un mutamento di facciata ma sostanziale.
Quindi uno Statuto apripista per quel percorso che doveva portare ad una compiuta evoluzione federalista con la conquista dell’autonomia da parte delle Api Territoriali.
Oggi siamo presenti come realtà riconosciute territorialmente, che tracciano percorsi politici facendosi carico dei bisogni del territorio.
La scelta di dividere il Regionale dall’Api Firenze ha voluto dire maggiore visibilità, maggiore presenza e maggiore rappresentatività. E tutte le nostre Api hanno questo ruolo, il nostro obiettivo è quello di aprire le Sedi nei Territori dove non siamo presenti.
La Confapi in primavera ci chiamerà a partecipare ad una Conferenza di Organizzazione, in questa conferenza si parlerà anche di modifiche allo Statuto Nazionale che poi dovranno essere recepite da tutte le istanze Regionali e Provinciali.
Detto questo non mi rimane che presentarvi una proposta: di darci appuntamento nel mese di Giugno p.v. per l’Assemblea Ordinaria con il Bilancio Consuntivo 2002 e il Preventivo 2003. Per quell’Assemblea sarà prevista una parte pubblica, con la presenza di personalità istituzionali.
Vi ringrazio per la pazienza, mi auguro che la relazione vi abbia dato degli spunti e delle informazioni sul lavoro fino ad oggi svolto.

Api Provinciali



- api Arezzo
- api Firenze
- api Livorno
- api Massa Carrara
- api Pisa
- api Siena

Eventi


Strutture



- ANIEM
- COFIR
- ENTE Bilaterale
- APIFINSER
- SHOWROOM
- Imprenditoria Femminile
- Giovani Imprenditori

Unioni di Categ.



- UNIONMECCANICA
- UNITAL
- UNIONCHIMICA
- UNIONSERVIZI
- UNIGEC
- UNIONTESSILE
- UNIONALIMENTARI
- UNIMATICA
- FAI
- COLLEGIO EDILE TOSCANO