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Intervento Dr. Ambrogio Brenna – Assessore Regionale Artigianato PMI e Industria: “LA TOSCANA, L’EUROPA, L’INNOVAZIONE E LE PMI”
L’ASSESSORE BRENNA:
“LA TOSCANA, L’EUROPA, L’INNOVAZIONE E LE PMI”

Nel ringraziare il Presidente Balleggi per l’invito di partecipazione all’Assemblea API Toscana l’Assessore Brenna dichiara di condividere molte delle riflessioni contenute nella relazione annuale del Presidente.
La Toscana è un grande patrimonio artistico, culturale, scientifico che da solo è in grado di generare rendita. Tuttavia la scelta di vivere di rendita, secondo l’Assessore Brenna, sarebbe stata una scelta colpevole proprio perché gli elementi di valore che la Toscana possiede sono elementi su cui si deve intervenire e investire.
La scelta della Regione Toscana è stata quella di intraprendere politiche pubbliche per lo sviluppo, politiche che fossero utili ad un continuo riposizionamento competitivo della nostra economia.
“Sono dell’idea che l’uso di risorse pubbliche deve essere orientato alla generazione di valore e di ricchezza e non all’acquisizione di un bene. Ovvero l’acquisizione di un bene deve essere strumentale alla generazione di valore e di ricchezza da reinvestire per migliorare la qualità sia economica che sociale. Non basta, infatti, l’acquisizione di un luogo fisico, un incubatore, per generare innovazione. Il luogo fisico è strumentale alla deliberazione di politiche a favore dell’innovazione; più che finanziare l’acquisto di un immobile occorre finanziare progetti di innovazione utili al sistema delle piccole e medie imprese”.
La Regione, sulla base delle risorse di cui dispone si è data delle priorità ed ha scelto di sostenere politiche che generino sviluppo compatibilmente con la coesione e l’inclusione sociale. “Vi assicuro, sottolinea Brenna, che gli elementi della coesione e dell’inclusione sociale valgono tanto quanto gli elementi dell’innovazione e del sostegno al credito. Lo dico sulla base di esperienze che hanno visto una crescita economica accompagnata da una fortissima lacerazione sociale e da un durissimo impatto ambientale che hanno prodotto costi sulle comunità interessate ben più elevati dei benefici”.
Di fronte alle prospettive di allargamento dell’Unione Europea a 25 e alla modifica dei fondi strutturali non devono esserci timori, fino al 31 Dicembre 2006 le risorse comunitarie a nostra disposizione sono ingentissime ed è solo utilizzandole al meglio che potremmo strutturarci per affrontare le nuove sfide competitive. Solo per dare un’idea lo strumento DOCUP vale 1 miliardo di euro di contributi comunitari che svilupperanno da qui al 2006 sei miliardi e mezzo di euro di investimenti.
L’UE dice che dobbiamo ridurre i regimi di aiuti a favore delle imprese, per creare interventi di natura strutturale e infrastrutturale di tipo durevole che siano in grado di sollevare la singola impresa dall’asprezza dei costi creando economie esterne. La scelta della Regione Toscana è stata quella di combinare il regime di aiuti tradizionali alle imprese con l’uso di una parte di queste risorse per creare opportunità di tipo infrastrutturale, materiale e immateriale.
La Regione Toscana ha notificato alla Commissione Europea ed è riuscita a farsi approvare un regolamento che permette il sostegno delle attività innovative dei campionari del sistema moda in ragione del 70% per le imprese artigiane, del 35% per le imprese che adottano la 598, che può arrivare fino al 40% per le aree 87/3c a ulteriore svantaggio.
Il piano straordinario di investimenti risponde alla necessità di creare elementi competitivi durevoli. Persone, informazioni e merci viaggiano continuamente, più efficiente è il sistema delle infrastrutture materiali e immateriali esterno alle imprese, minore è la pressione sui costi ed il rischio di perdere il posizionamento competitivo. Il nostro obiettivo è quello di creare le condizioni affinché si mantengano nella nostra regione tutti gli elementi utili alla generazione di ricchezza e di valore.
Altro punto chiave è quello della tradizionale vocazione all’export della Toscana. Questa non deve esser vista come elemento di debolezza per gli effetti che le crisi congiunturali riversano sull’economia toscana. Le alternative che ci vengono proposte, fra cui rinchiudersi nel mercato interno, svalutazione competitiva, dumping sociale e legislativo o produzioni a basso costo, non avrebbero la stessa capacità di sviluppo. La vocazione all’export non è un limite ma un valore che la Regione deve sostenere.
Al momento, vista anche la situazione economica che stiamo attraversando con un rallentamento della domanda mondiale, non ci resta che intervenire sugli elementi strutturali che, a ripresa avviata, ci permetteranno di avere significativi vantaggi competitivi.
Gli interventi finora attuati hanno interessato il settore della moda e quello della subfornitura metalmeccanica 2-3-4 ruote ed attualmente è in fase di preparazione un progetto sulla cantieristica e sulla nautica da diporto.
Concludendo le scelte che il governo regionale ha fatto sono state quelle di:
- puntare sugli investimenti strutturali ed infrastrutturali;
- rilanciare i programmi di commercializzazione ed internazionalizzazione delle imprese;
- coniugare le ragioni della crescita economica con quelle dello sviluppo sociale e della tutela ambientale;
- utilizzare politiche intersettoriali e territoriali che trasferendo in capo agli attori locali poteri e competenze fossero in grado di radicare sul territorio le azioni di sviluppo.

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