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PUNTO DI VISTA DEL PRESIDENTE REGIONALE DR. ANDREA BALLEGGI
Le esportazioni sono in calo, il settore tessile, e non solo, è in allarme per la mancanza di competitività sul mercato. Pensate che sia solo causa dell’11 Settembre o l’economia italiana segnava già il passo?

R. L’anno scorso l’economia italiana era già in crisi, era già in corso una recessione internazionale, le esportazioni erano già in calo specie nei mercati tradizionali. Le nostre imprese che esportano prodotti di alta qualità, prodotti di nicchia come: tessile, moda, articoli da regalo ecc. sono quelli che ne hanno risentito maggiormente e dopo l’atto criminale avvenuto un’anno fa la situazione è peggiorata, ma ripeto non è stato l’attentato alle Torri Gemelle l’effetto scatenante.

L’industria italiana, anche se con valori minimi, quasi vicini allo zero, dà qualche segnale di crescita. È solo per forza d’inerzia o si può prevedere una svolta?

R. l’andamento non è altro che il verificarsi di una congiuntura economica sfavorevole, le nostre imprese, parlo di quelle piccole e medie malgrado tutto hanno dimostrato vitalità. Si sono comunque verificati pesanti fattori, quali la flessione della domanda, sia interna sia estera, nonostante i buoni investimenti viene meno la fiducia degli stessi imprenditori. Bisognerà riflettere attentamente sull’attuale stato di salute delle “piccole”. Riflettere insomma lo stato di staticità dell’industria italiana e il suo mancato sviluppo.

L’andamento economico in Toscana non si differenzia dai dati nazionali, anche se gli studi effettuati dall’Irpet non prevedevano una situazione così pesante nella regione. Le istituzioni regionali come potrebbero intervenire? E con quali strumenti?

R. Infatti, lo studio presentato dall’IRPET prevedeva una tendenza di tipo economico diversa per la Toscana, ed ha dovuto rivedere le sue previsioni, la realtà è pesante e non poteva essere in altro modo, devo ammettere che sono sempre perplesso quando vengono presentati questi studi e specialmente in questo periodo. Servono terapie anticrisi per rilanciare l’attività e per ridare fiducia alle imprese, sono necessari incentivi e sgravi per le aziende che vorrei ricordare sia a livello Nazionale sia in Toscana la maggioranza sono Piccole e Medie Imprese. Per aumentare la competitività bisogna rinnovare ed investire sulle infrastrutture, un diverso accesso al credito, oltre ad una politica che porti ad una diminuzione della pressione fiscale iniziando dall’IRAP,. Con la Regione discuteremo di questo nei prossimi Tavoli di concertazione e ci auguriamo di trovare collaborazione e di poter studiare insieme strategie di intervento per una campagna d’autunno a sostegno dell’economia.

In toscana il 92% delle aziende è di piccole o ancor meglio di piccolissime dimensioni, il presidente della Giunta Regionale, Claudio Martini, ha dichiarato in una intervista “che il modello di micro impresa non regge e l’unica strada da percorrere per gli imprenditori è quella consortile” . Il vostro parere concorda con quello di Martini?

R. Concordo con quanto ha detto il Presidente Martini, a fronte della globalizzazione dei mercati il piccolo imprenditore se non si aggrega difficilmente riesce a tenere il passo, è anche vero che portare gli imprenditori a consorziarsi è una grande fatica perché devono cambiare in parte la mentalità devono mettere da parte la concezione individualistica per ragionare in termini diversi. Ed è anche vero che i Consorzi oggi in essere non sono stati favoriti, danno segni di affaticamento e la Regione deve studiare nuovi incentivi specie per quei consorzi che mettono in atto politiche innovative e di penetrazione di mercati esteri (consorzi export).

Che autunno dovranno aspettarsi le imprese italiane, viste le tensioni politico–sindacali in atto?

R. L’autunno non sarà affatto roseo e ci vorrà l’impegno di tutti ma anche interventi inportanti a sostegno dell’economia , l’attuale conflitto politico-sindacale in atto nel Paese certo non agevola. Tutti dovrebbero fare un passo indietro e seguire quanto detto dal Presidente Ciampi, sia la maggioranza sia l’opposizione hanno ruoli ben definiti e sarebbe giusto che si confrontassero senza insulti e con il massimo rispetto reciproco per il bene del Paese tutto. L’incertezza, il clima politico teso non agevolano gli imprenditori ad avere fiducia nel futuro prossimo.

Per concludere, cosa vi aspettate dal varo della prossima Finanziaria e dal governo nazionale?

R. Come Confapi abbiamo già espresso la preoccupazione per il ritardo con cui il governo ha preso realmente atto dell’andamento dell’economia ed ha peggiorare la situazione sono arrivati gli ultimi interventi che hanno prodotto una grande incertezza nel mondo delle PMI. Noi chiediamo al governo misure che aiutino il Paese ad uscire da questa grave crisi, chiediamo interventi a sostegno dell’innovazione e della ricerca, chiediamo che finalmente si attui una politica fiscale equa, e che si attui quanto previsto dal Titolo V della Costituzione in tema di Federalismo fiscale. Ci auguriamo che il Federalismo non crei tensioni fra Regioni e potere centrale e che non venga tutto rimandato alla corte costituzionale per avere pareri. Questo porterebbe ad una paralisi del sistema oltre che ad una tensione dei rapporti..

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