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Fiscale: IMPOSTA 11% SULLA RIVALUTAZIONE T.F.R.
IMPOSTA 11% SULLA RIVALUTAZIONE T.F.R.
Il D.Lgs n. 47/2000 relativo alla riforma della disciplina fiscale della previdenza complementare, ha introdotto a partire dall’1.1.2001 un nuovo sistema di tassazione delle somme corrisposte a titolo di Trattamento di Fine Rapporto.
Ai sensi dell’art. 2120 del Codice Civile, il TFR dei dipendenti è incrementato annualmente:
- della quota capitale matura, corrispondente all’ammontare delle retribuzioni lorde erogate nell’anno, diviso per 13,5;
- della quota finanziaria, corrispondente alla rivalutazione annua calcolata applicando al fondo TFR esistente al 31.12 dell’anno precedente il tasso risultante dalla somma di una quota fissa (1,5%) e il 75% dell’aumento annuale dell’indice ISTAT relativo al costo della vita.
A seguito delle modifiche introdotte dal citato D.Lgs per i due tipi di quote, maturate a decorrere dall’1.1.2001, è previsto un trattamento differenziato:
- la quota capitale, in quanto componente di retribuzione differita, è considerata reddito di lavoro dipendente, sottoposta a tassazione separata ex art. 17 del TUIR al momento della liquidazione del T.F.R..;
- la quota di rivalutazione, in quanto componente finanziaria, è considerata reddito capitale, assoggettata annualmente a imposizione e pertanto esclusa da tassazione al momento della corresponsione del TFR.
In particolare, all’atto della determinazione della quota di rivalutazione di ciascun anno, il sostituto d’imposta deve applicare un’imposta sostitutiva all’IRPEF pari all’11%, da versare:
Ø entro il 16 dicembre, a titolo di acconto (90%) tramite il Mod. F24, con il codice tributo “1712”;
Ø entro il 16 febbraio dell’anno successivo, a saldo tramite il Mod. F24, con il codice tributo”1713”.
Per il versamento, il decreto legislativo ha previsto la possibilità di utilizzare in compensazione del credito d’imposta, derivante dal versamento dell’anticipo d’imposta TFR, con il codice tributo “1250”.
L’Agenzia delle Entrate, con circolare n. 50 del 12 giungo 2002, ha trattato anche due importanti chiarimenti che riguardano la metodologia di calcolo dell’imposta dell’11% sulle rivalutazioni del TFR in caso di applicazione del criterio “presuntivo” per il versamento dell’acconto e le modalità di versamento dell’acconto per le aziende di nuova costituzione.
Per il calcolo “presuntivo” si deve utilizzare come imponibile il monte TFR dell’anno precedente relativo ai dipendenti in forza al 30 novembre dell’anno per il quale è dovuto l’acconto e come indice di rivalutazione l’ISTAT relativo a dicembre dell’anno precedente. Per i dipendenti cessati in corso d’anno si versa solamente il 90% di quanto trattenuto alla cessazione del rapporto.
Le aziende costituite nel periodo d’imposta per il quale è dovuto l’acconto, non devono effettuare alcun versamento il 16 dicembre; possono versare direttamente il saldo il 16 febbraio dell’anno successivo. Quelle nell’anno per il quale è dovuto l’acconto non devono versare né acconto né saldo.

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