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La crisi non ha risparmiato nessun settore
Il nostro maggiore problema è che soprattutto in questo momento di crisi, in cui ci sarebbe bisogno di sfruttare ogni spunto favorevole, non riusciamo a far fronte alla concorrenza in modo adeguato. E questo perché purtroppo le nostre imprese non sanno crescere dimensionalmente e restano come dei gusci di noce a dibattersi in un mare agitato”.
Un’analisi della situazione certo non ottimistica, ma che tiene conto dei dati reali, che mostrano una Toscana in forti difficoltà, quella del presidente dell’Associazione piccola industria regionale, Andrea Balleggi.
“purtroppo le problematiche per la nostra regione vengono da lontano –spiega Balleggi-, e adesso ci troviamo a dover fare i conti con una sofferenza ormai consolidata in diversi dei settori più caratteristici della nostra economia. A cominciare dal tessile e da Prato, che subisce la concorrenza cinese sia sul prodotto filato che per i capi finiti. E purtroppo per i pratesi è anche difficile fare una battaglia sul piano della qualità, poiché da quel punto di vista sono già ai vertici”.
In chiare difficoltà anche Arezzo.
“Qui il problema è soprattutto per il settore dell’oro – dice Balleggi -, a causa della concorrenza indiana, cinese e tailandese. Cinesi che sono i principali antagonisti anche delle nostre cave di marmo di Carrara. Sono infatti diversi ormai i paesi che preferiscono importarlo dalla Cina, visto che costa meno”.
Ma non sono solo questi i settori in crisi. “Grandi difficoltà le sta vivendo – prosegue il presidente Api .- anche un altro punto di forza della nostra economia, come il comparto della pelle moda e confezioni, che attraversa una fase di ristagno che coinvolge anche le grandi griffe”. E l’industria? “Beh, la grande industria è di fatto inesistente in Toscana. Anche la stessa Piaggio, che pure altamente rappresentativa, ha riconquistato fette di mercato, che però non appiano sufficienti per assicurarsi lo sviluppo”.
Infine le banche. “Il mondo del credito – conclude Balleggi – è purtroppo sempre più lontano dalle esigenze delle piccole imprese toscane. S’intenda, non che le cose nelle altre regioni vadano molto meglio, ma si è riusciti a risolvere problemi con cui noi continuiamo a combattere”.
Maurizio Abbati

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