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CONFAPI E RASME FIRMANO ACCORDO COMMERCIALE
Il presidente della CONFAPI, Danilo Broggi e il presidente di RASME (Associazione Russa dello Sviluppo delle Piccole e Medie Imprese), Alexander D. Joffe hanno firmato a Mosca, presso la “Casa dell’Imprenditore” un accordo commerciale, di investimento e di cooperazione sulle reciproche aree di mercato.
La firma dell’Accordo risponde alla notevole attenzione che le piccole e medie aziende associate alla CONFAPI rivolgono al mercato russo, in virtù sia del suo importante ruolo di fornitore di materie prime e semilavorati, sia di canale di sbocco della produzione italiana.
“Con l’accordo CONFAPI-RASME, sottolinea Danilo Broggi presidente della Confapi, vogliamo stimolare le aziende dei due paesi a conoscere e partecipare alle opportunità commerciali, di investimento e di cooperazione esistenti sulle reciproche aree di mercato. Finalità dell’accordo è, infatti, lo sviluppo della collaborazione tra le PMI italiane e russe che aderiscono alle due associazioni, tramite la collaborazione tra le rispettive reti di imprese”.
Attenzione primaria verrà, pertanto, prestata ad iniziative di sostegno al business, quali ad esempio: ricerca di partners/agenti/distributori, organizzazione di incontri d’affari, di delegazioni industriali e commerciali, gare d’appalto, programmi di sviluppo per determinate zone o settori di attività con relative incentivazioni, parchi tecnologici, partecipazione a progetti finanziati dall’Unione Europea.
In concomitanza con la firma dell’accordo si è tenuta, presso la “Casa degli Imprenditori”, una tavola rotonda sul tema “Sviluppo della collaborazione e partnership economiche tra PMI russe e italiane”.
L’Accordo CONFAPI-RASME interviene in un momento di ritrovato dinamismo dell’economia russa: dopo la crisi del 1998, i tassi annui di crescita si sono portati attorno al 5-6% mentre la popolazione sta recuperando livelli di potere d’acquisto superiori al 1997. Infatti il 2002 si è caratterizzato per un deciso incremento del reddito reale della popolazione (+8,8%) e del commercio al dettaglio (+9,1%).
Inoltre nei primi 5 mesi del 2003 i consumi sono aumentati dell’8,9%, a fronte del +7% registrato nel 2002. In crescita anche le importazioni, che hanno fatto registrare un incremento pari al 20% nei primi 4 mesi del 2003, rispetto al +5,6% del 2002.
Nel 2002 l’Italia si è confermata il secondo partner commerciale della Russia, dietro la Germania, con una incidenza sul commercio estero russo pari al 6,6%. Il nostro paese costituisce il secondo importatore ed il sesto fornitore di Mosca.
Le esportazioni italiane hanno segnato un aumento di oltre il 7% (per un ammontare di circa 3,8 miliardi di dollari), con punte di eccellenza in alcuni settori tradizionali, quali macchinari, abbigliamento, mobili, calzature. Dai dati Istat 2002 emerge, infatti, che le principali voci dell’export italiano in Russia riguardano macchinari e impianti (26,1%), tessile e abbigliamento (19,3%), mobili (10,8%), cuoio e prodotti in cuoio (9,5%), metalli e prodotti in metallo (7,5%), prodotti chimici e fibre (6%).
Per quanto riguarda i settori tradizionali del “made in Italy”, si tratta soprattutto di beni di fascia alta o medio-alta, diretti ad un pubblico con buone possibilità di spesa, il quale rappresenta attualmente circa il 15-20% del mercato.
Tuttavia ai beni di consumo si affianca una quota altrettanto consistente costituita dai beni strumentali, comparto nel quale l’Italia conferma la sua posizione predominante rappresentando, nella quasi totalità delle categorie merceologiche, il primo o il secondo fornitore del mercato russo.
Ulteriori opportunità per le PMI si riscontrano, inoltre, nel campo degli investimenti diretti esteri. Per incoraggiare il flusso di investimenti italiani verso la Russia, si intende puntare allo sviluppo di contatti tra le reti imprenditoriali dei due paesi, anche sostenendo l’esportazione del modello italiano dei distretti in loco.

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